Göbekli Tepe
Göbekli Tepe è un sito archeologico, situato a circa 18 km a Nordest dalla città di Şanlıurfa nell'odierna Turchia, presso il confine con la Siria, risalente forse all'inizio del Neolitico (Neolitico preceramico A), o alla fine del Mesolitico.
Foto: Teomancimit · CC BY-SA 3.0
- Paese
- Turchia
- Regione
- Şanlıurfa Province
- Civiltà
- Pre-Pottery Neolithic
- Periodo
- 10th–9th millennia BCE
- UNESCO
- Patrimonio mondiale ↗
Nel tempo
La storia
Göbekli Tepe è un sito archeologico, situato a circa 18 km a Nordest dalla città di Şanlıurfa nell'odierna Turchia, presso il confine con la Siria, risalente forse all'inizio del Neolitico (Neolitico preceramico A), o alla fine del Mesolitico.
Vi è stato rinvenuto un complesso di costruzioni in pietra datato al X millennio a.C. La datazione è stata ricavata da un esame col metodo del carbonio-14 sullo stucco organico (composto da fango impastato con paglia e fibre di fogliame) che ricopre alcuni muri del sito. Esso potrebbe essere stato applicato, o riapplicato, in un momento successivo, anche a grande distanza di tempo dall'edificazione e, quindi, l'edificio potrebbe essere ancora più antico; successivamente sono stati analizzati altri resti organici che hanno confermato le datazioni e in particolare si sono ottenute date dai vari reperti dal 9700 a.C. all'8200 a.C. La sua costruzione avrebbe interessato centinaia di uomini in un arco di tempo fra tre e cinque secoli.
Le più antiche testimonianze architettoniche note sono le ziqqurat sumere, datate 5 000 anni più tardi. Secondo alcuni, Göbekli Tepe è la più antica testimonianza di un'antica civiltà, assieme al sito "gemello" Karahan Tepe.
La datazione al X millennio a.C. mette in discussione la storia delle civiltà umane, così come finora conosciuta. Al 2023, il sito ospita infatti il più antico luogo di culto mai scoperto. Fino ad allora, si riteneva che la transizione verso l'agricoltura avesse segnato nel Neolitico il passaggio da una vita nomade a una vita stanziale e organizzata in gruppi; il sito attesta invece l'esistenza di una comunità orbitante intorno a un centro religioso in un'epoca antecedente alla transizione agricola.
I manufatti artistici, in pietra scolpita, rivoluzionano la dottrina che definisce tale era come quella di popolazioni nomadi dedite alla caccia ed alla raccolta di frutti selvatici. Non si è ancora scoperto il modo in cui i blocchi di pietra, gli obelischi, i monoliti e soprattutto le figure in altorilievo possano essere state scolpite (la metallurgia ufficialmente è iniziata circa 5 millenni dopo). Né si ha un'idea precisa sul metodo di trasporto dei giganteschi monoliti, estratti da una cava situata ad un chilometro di distanza; pertanto l'ipotesi ufficiale, che si basa sulle conoscenze che sono attualmente certe per quell'epoca, è che i blocchi siano stati scolpiti con utensili di pietra e trasportati facendoli rotolare su tronchi.
Inizialmente non si era trovata traccia di insediamenti umani nei pressi del sito, pertanto lo scopritore Klaus Schmidt aveva ipotizzato si trattasse di un luogo monumentale con funzione religiosa, assimilabile ad un tempio. L'agricoltura, ritenuta indispensabile per superare il nomadismo, è sorta sì in questa area del mondo, ma sicuramente dopo la costruzione del sito. Resta pertanto tuttora inspiegato quali fossero le risorse utilizzate per l'edificazione, che avrebbe impiegato un gran numero di persone per un periodo di secoli.
Adattato da Wikipedia con licenza CC BY-SA 4.0.
Cosa vedrai
- Enclosure D
- T-shaped pillars
- Animal reliefs
Prima di partire
- Controlla gli orari e le regole dei biglietti poco prima della visita: cambiano con le stagioni.
- Preparati al caldo. La maggior parte dei siti offre poca ombra; vai presto o tardi.
- Rispetta le barriere. Le superfici fragili sono protette per i prossimi visitatori.
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