Ani

Ani

Ani è una città medievale in rovina situata nella provincia turca di Kars, vicino al confine con l'Armenia.

Foto: haigoes · CC BY-SA 3.0

Paese
Turchia
Regione
Merkez, Kars
Civiltà
Anatolian heritage
Periodo
Medieval
UNESCO
Patrimonio mondiale

Nel tempo

Preistoriaprima del 3000 a.C.Età del bronzo e del ferro3000–800 a.C.Età classica800–323 a.C.Ellenistica e romana323 a.C.–400 d.C.Tardo antico e Medioevo400–1500 d.C.

La storia

Ani è una città medievale in rovina situata nella provincia turca di Kars, vicino al confine con l'Armenia. Tra il 961 e il 1045 fu la capitale dell'Armenia bagratide, che comprendeva la maggior parte dell'attuale Armenia e della Turchia orientale.

La città è collocata tra le gole del fiume Akhurian a est e la valle Tzaghkotzadzor a ovest. L'Akhurian è un affluente del fiume Aras e forma parte del confine tra la Turchia e l'Armenia.

Chiamata la "Città delle 1001 chiese", anche se il numero era significativamente inferiore (a oggi, 50 chiese, 33 cappelle rupestri e 20 cappelle sono state scavate da archeologi e storici) era al crocevia di diverse strade commerciali e i suoi edifici religiosi, palazzi e fortificazioni, erano tra i più avanzati del mondo, sia a livello tecnico che artistico, il che la distingueva dagli altri centri urbani contemporanei del regno armeno.

Tra i suoi edifici più notevoli c'era la cattedrale di Ani, associata ai primi esempi di architettura gotica, tanto che gli studiosi sostengono abbia influenzato le grandi cattedrali d'Europa negli stili gotico e romanico; la sua volta a crociera non sarebbe stata vista nelle cattedrali europee per almeno altri due secoli.

Nel suo periodo di massimo sviluppo, all'interno delle sue mura vivevano tra i 100000 ed i 200000 abitanti, anche se, data l'area limitata, gli storici hanno messo in dubbio questa stima. La città, nota in tutta la regione per lo splendore e la ricchezza, fu rivale di Costantinopoli, Il Cairo e Baghdad; in seguito, però, finì dimenticata per secoli. Nel 1236 fu saccheggiata dai mongoli, nel XVI secolo fu assorbita dall'Impero Ottomano, ma non si riprese mai dagli effetti di un devastante terremoto del 1319 e, più significativamente, dallo spostamento delle rotte commerciali regionali, tanto che fu abbandonata nel XVII secolo.

La sua riscoperta avvenne nei primi anni dell'Ottocento, quando viaggiatori europei cominciarono a visitare il sito archeologico, considerato un simbolo culturale e religioso. Secondo Razmik Panossian, Ani è uno dei simboli più visibili e "tangibili" della passata grandezza armena e quindi una fonte di orgoglio.

Adattato da Wikipedia con licenza CC BY-SA 4.0.

Cosa vedrai

  1. Ani Katedrali
  2. Surp Kirkor Churchsi
  3. Tigran Honents Churchsi

Prima di partire

  • Controlla gli orari e le regole dei biglietti poco prima della visita: cambiano con le stagioni.
  • Preparati al caldo. La maggior parte dei siti offre poca ombra; vai presto o tardi.
  • Rispetta le barriere. Le superfici fragili sono protette per i prossimi visitatori.

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